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Eremi e carceri Affreschi Medioevali Sculture e Manufatti

EREMI E CARCERI
DA VEDERE:
1. Fiuminata
2. Pioraco
3. Sefro
4. Esanatoglia
5. Matelica
6. Castelraimondo
7. Gagliole
8. San Severino Marche
 

CHIESA ED EREMO DELLA MADONNA DI VALCORA

Al di sopra della Frazione di Valcora, sulla riva destra del Fiume Potenza, esisteva in epoca medievale un villaggio denominato Sarracchiano. Questo villaggio aveva una piccola chiesa dedicata al Crocifisso. La chiesa nei secoli fu ampliata (l'ultima modifica risale al XVIII secolo) e le fu aggiunto un edificio utilizzato come eremo. La chiesa e l'eremo

per qualche anno videro anche la presenza di un eremita dei Padri Serviti nel secolo scorso e poi, acquisirono, con l'abbandono del villaggio di Sarracchiano, la fama di Santuario mariano, quale continua ad essere tutt'oggi. Attualmente la chiesa si presenta a navata unica con tetto a capanna. L'abside l'unica parte originaria e risale almeno al XIV secolo. All'interno dell'abside si possono ammirare una bella crocifissione con la Madonna e San Giovanni, un'immagine della Madonna di Loreto ed un "Ecce homo", affreschi della seconda metà del XIV secolo, recentemente restaurati ed attribuiti al pittore Diotallevi di Angeluccio di Esanatoglia. Un cortiletto rettangolare separa la chiesa dall'altro edificio ricostruito in gran parte negli ultimi anni ed adibito a casa di vacanze. Per visite ed informazioni rivolgersi al Parroco di Castello di Fiuminata: 0737/54134. La chiesa aperta la domenica pomeriggio per la messa.

A Fiuminata si può visitare anche:

- Fraz. Campottone, Chiesa di San Michele Arcangelo detta la Romitella, inizi del XIV secolo.

PIORACO
Grotta di S. Vittorino

Da una piazzetta posta dietro l'Attuale Caserma dei Carabinieri di Pioraco, una targa turistica posta all'inizio di una ripida scaletta di cemento indica La Grotta di San Vittorino su un fianco del Monte Gualdo. Inerpicandosi su per la ripida scaletta si arriva ad una grotticella chiusa da un'inferriata e di ferro battuto contenente un altarino, a circa cento metri di dislivello al di sopra del centro abitato. Si tratta del luogo in cui nel VI secolo si ritirò in penitenza San Vittorino, patrono di Pioraco e fratello di San Severino, patrono e vescovo dell'omonima città. Questa grotticella richiama alla mente analoghi luoghi sparsi per i Monti Appennini in cui si rifugiarono molti Santi anacoreti nel Medioevo. A San Vittorino fu dedicata

anche La Pieve, Ia più antica chiesa di Pioraco che, dopo vane ricostruzioni, dal 10 settembre 1950 conserva di nuovo le spoglie del Santo riportatevi dal Duomo di Camerino dove erano rimaste per più di 200 anni.

A Pioraco si può visitare anche:

- Chiesa e carcere della Madonna della Grotta secc. XV-X VIII.

SEFRO
Eremo di San Bartolomeo delle Carceri

Percorrendo Ia strada che da Agolla sale a Montelago, giunti in località Il Tribbio, dove la medesima rispiana prima di affrontare l'ultima salita, sulla destra inizia un sentiero che costeggia il Monte Crestajo. Percorrendo leggermente in discesa il sentiero, dopo alcuni minuti si giunge in una sorta di terrazzo naturale che sporge a strapiombo sopra il fosso detto di San Giovanni e nella parete sud -ovest del M.Crestaio. In questo luogo sono visibili delle grotticelle nella parete rocciosa e le fondamenta di un piccolo edificio antico. Le fondamenta appartengono ad un'antica chiesa dedicata a San Bartolomeo edificata in questo luogo perchè qui si rifugiò in eremitaggio (da cui il nome di Carceri) il Beato Bernardo da Quintavalle, primo compagno di San Francesco, negli anni 1237-1239, in seguito alle lotte sorte all'interno dell'ordine Francescano alla morte del fondatore. La chiesa risultava già in rovina in un documento dell'anno 1783 ed oggi si rende quanto mai necessaria la sistemazione di tutto il luogo dove si registra un aumento di visitatori negli ultimi anni.

Per informazioni rivolgersi al Municipio di Sefro (0737-45118)

A Sefro si può visitare anche:

- Frac. di Sorti, Chiesa di San Paolo vecchio Sec. XIII, ruderi

- Eremo di San Benedetto di Ninguaro, sec. XII, ruderi.

- Eremo del Santo Sepolcro dell' Escurosa, Sec. XIII, ruderi.

ESANATOGLIA
EREMO DI SAN PIETRO

Risalendo il corso principale del fiume Esino, nei pressi delle sorgenti, nel punto in cui la strada termina in uno spiazzo erboso, sulla destra in alto, in mezzo al bosco, sorge tuttora l'Eremo di San Pietro. In antico doveva essere probabilmente una struttura edilizia più consistente dell' attuale che consta della chiesa con il suo sotterraneo a volta e delle mura perimetrali del pianterreno dei locali di abitazione. Gli edifici attuali, costruiti con conci rettangolari abbastanza regolari di pietra calcarea bianca, sembrerebbero risalire al XIV secolo. E' a quest' epoca infatti che risalgono le più antiche notizie su San Pietro che risulta citato negli Statuti di Santa Anatolia del 1324. Da questo e da successivi documenti sappiamo che l'eremo apparteneva al Comune che vi collocava delle persone per Ia custodia.

Informazioni presso il Municipio di Esanatoglia (0737-889132)

A Esanatoglia si pub visitare anche:

- Eremo di San Cataldo, sec. XIV-XVII.

- Eremo di San Lorenzo di Lavarete, ruderi, sec. XIII.

MATELICA
LA ROMITA DI MONTE GEMMO

Alle falde del Monte Gemmo, a 757 m. s.l.m. ed al di sopra della Villa di Casa Foscoli in comune di Matelica, esistono i resti di un antico eremo ridotto a rudere al quale si può giungere anche dalla Villa di Cantalupo. Si possono tuttora riconoscere Ia chiesa, il campanile, ed alcuni locali dell'eremo completamente avvolti dalla vegetazione. La fondazione dell'eremo si può far risalire al 19 Aprile 1274 quando frate Rinaldo Topino, converso al servizio del monastero di Santa Maria Maddalena di Matelica, chiese ed ottenne dal capitolo dello stesso, presieduto dalla Badessa Mattia, il permesso di ritirarsi sul Monte Gemmo, in loco qui dicitur trocke, come eremita. L'eremo è citato in vane epoche e nel 1925 risultava ancora funzionante perchè era stato restaurato da poco, vi erano un portico davanti Ia chiesa, l'edificio sacro medesimo ed alcuni locali di abitazione. Sopra Ia porta della chiesa c'era un'epigrafe del 1724 ed un altorilievo romano proveniente dall'antica chiesa di Santa Maria in Pantano di Matelica. Nell'abside era presente una bella tela del XVI secolo attribuita a Bernardino di Mariotto, rappresentante la Madonna con Bambino, San Nicolò, San Venanzo e popolo orante.

Informazioni presso il municipio di Matelica (0737-787434).

A Matelica si può visitare anche:

- Monastero di Santa Maria di Roti, sec. XI-X VI.

CHIESA DI SAN GIOVANNI

Dalla frazione ed antico castello fortificato di Castel S. Maria (l'antica S. Maria in Monte), dall'incrocio posto al di sotto delle mura nel quale si separano Ia provinciale per Matelica e la strada comunale per Ia frazione di Sant 'Angelo, in località Fonte vecchia inizia una stradina bianca. Percorrendo questa strada per breve tratto, si scorgono in alto sulla sinistra i pochi resti di un antico edificio. Qui, a mt.846 s.Lm. sorgeva l'antica chiesa di San Giovanni, riscontrabile nella documentazione almeno a partire dal XV secolo. La chiesa, definita anche San Giovannino, pur nella grande rovina, mostra tuttora particolari architettonici interessanti come archi in cotto a tutto sesto o ribassati e un rosone in cotto, tamponato. I muri, realizzati con conci di calcare e con grossi quantitativi di mattoni, denotano vane e successive fasi di restauro dell'edificio. La chiesa presentava un'unica navata ed un piccolo presbiterio, entrambi rettangolari, nonchè un tetto a capanna crollato ed una volta a botte nelI'abside della quale rimangono scarse tracce. ( F . MONTESI).

Informazioni presso il Municipio di Castelraimondo, tel.0737/64 1723.

A Casteiraimondo si può visitare anche:

- Frazione Sant' Angelo, dintorni, chiesa romanica di San Pietro in Corneto, sec. XIII.

Eremo della Madonna delle Macchie secc. XIV - XV.

Salendo per una strada bianca che parte dalla S.S. 361 in prossimità del Cementificio ma dal lato opposto, si raggiunge l'antichissimo monastero della Madonna delle Macchie. Si tratta di un complesso edilizio monastico costruito in più fasi a partire almeno dal XIV secolo.Il complesso è costituito da un

quadriportico sul quale si affacciano alcuni edifici monastici e due chiese. La più antica di queste ultime, è un edificio gotico con portali a sesto acuto e volte a crociera, all'interno del quale sono presenti vari affreschi attribuiti al pittore Diotallevi di Angeluccio del XIV secolo ed altre pitture, ora in parte distaccate e conservate al museo Diocesano di Camerino, risalenti al XV secolo ed eseguite da un anonimo artista detto Maestro delle Macchie'. Adiacente a questa prima chiesa ne esiste un'altra ottenuta chiudendo con un muro un antico portico. Anche in questa chiesa esistono vari affreschi votivi, ma soprattutto nella parete absidale c'è una grande Assunzione risalente al periodo a cavallo fra XV e XVI secolo di ispirazione Signorelliana.

Per informazioni e visite rivolgersi al Municipio di Gagliole (0737-641184)

A Gagliole Si può visitare anche

- Chiesa di Santa Maria della Pieve (Ex pieve di San Zenone), sec. XI.

- Chiesa di San Giovanni vecchio di Acquosi, secc. XII -XV.

Chiesa ed eremo di San Michele Arcangelo di Domora (ora grotte di S.Eustachio)

Percorrendo la strada statale che da San Severino Marche conduce a Castelraimondo, a circa due chilometri sulla sinistra, si apre una valletta lunga e stretta fino e diventare una gola. Risalendo una stradina sterrata che costeggia un torrente, sulla sinistra si intravede la chiesa di San Michele Arcangelo con ruderi dell'antico monastero ed una grande grotta che si apre nello spazio antistante. Gli edifici superstiti risalenti al XIII secolo, constano di una chiesa in parte scavata nella roccia ed in parte coperta da una volta a crociera e di alcuni locali sotterranei già appartenuti ai monaci Benedettini che abitavano l'attiguo monastero e che si recavano e pregare nelle varie grotticelle poste nei pressi e scavate nella roccia. Gli edifici furono realizzati in pietra calcarea locale e furono abbandonati nel 1393 quando il Monastero fu unito a San Lorenzo in Doliolo.

Informazioni presso il municipio di San Sevenino Marche (0733-6411)

A San Severino Marche si può visitare anche:

- Grotta ed oratorio di Santa Sperandia.

 

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