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Eremi e carceri Affreschi Medioevali Sculture e Manufatti

SCULTURE E MANUFATTI LIGNEI FINO AL XVIII SECOLO
 

Frazione Castello - Fonte Battesimale

All' interno della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista di Castello, a sinistra entrando dalla porta principale, esiste una piccola nicchia chiusa da un' artistica cancellata in ferro battuto. La nicchia è occupata del Fonte Battesimale ligneo di noce scuro poggiato su un basamento anch' esso ligneo ma di colore più chiaro. Il basamento risulta di epoca più recente rispetto alla parte superiore che ha la forma di un tempietto ottagonale a tre piani sormontato da una cupoletta con una croce sulla cuspide. La porta del tempietto risulta scolpita mentre i due piani superiori sono circondati da due balaustrine ottenute con una serie di colonnine in rilievo e ogni piano è delimitato da una cornice lavorata. Il tempietto che dovrebbe risalire al XVII secolo, misura cm. 115 di altezza e cm. 78 di profondità. La prima notizia del fonte battesimale risale solo ad una citazione del 1745 dalla quale risulta che "ad esso era soggetta per il Battesimo tutta la Comunità di Fiuminata" e che per ogni battesimo il Padre del Battezzando doveva portare " una candela una pagnotta e due ovi". La chiesa è visitabile tutti i giorni.

Informazioni presso il parroco (0737-54134)

A Fiuminata si può visitare anche:

- Chiesa di San Giovanni Battista di Castello: Coro ligneo sec. XVII e mobili nella Sacrestia, secc. XVI-X VIII

- Chiesa di San Cassiano, Tabernacolo ligneo, sec. XVI (Attualmente conservato presso il Museo Diocesano di Camerino)

PIORACO
Chiesa di San Francesco Crocifisso, la Vergine e San Giovanni, Gruppo ligneo, anno 1622
All' interno della trecentesca chiesa di San Francesco, il secondo altare a sinistra è definito "altare dei cartai" e risale all' anno 1622.

L' altare è composto da più opere d' arte di scultura lignea: al di sopra della mensa vi è una nicchia chiusa da uno sportellino di vetro in cui è posta una pietà di pietra, risalente probabilmente al XIV secolo che conserva una forte ascendenza nordica. Al di sopra vi sono il Crocifisso ligneo di buona fattura, chiaramente ascrivibile al XVII secolo come Ia Vergine Addolorata e San Giovanni, rispettivamente a sinistra e a destra della Croce. Questo gruppo scultoreo, come l' altare, dovrebbe risalire al 1622 ed è un' opera di buona fattura, attualmente è in restauro per conto della Comunità Montana alte Valli del Potenza e dell' Esino. Per informazioni e visite rivolgersi presso La Parrocchia (0737-42117) o il municipio (0737-42142)

A Pioraco si puòvisitare anche:

- Chiesa di San Vittorino, Fonte Battesimale, anno 1646

- Chiesa di San Vittorino, Statua lignea di San Vittorino, Sec. XV

- Chiesa della Madonna della Grotta. Crocifisso, sec. XVI

- Chiesa delta Madonna della Grotta. statua lignea della Madonna con Bambino. sec. XV

SEFRO
Chiesa di Santa Maria Assunta Statua di San Sebastiano sec. XV

All' interno della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, nell' altare laterale sinistro, si trova la bella statua di San Sebastiano risalente probabilmente al XV secolo. Essa viene ricordata anche nei verbali della Visita Pastorale effettuata nei giorni 25-26 settembre 1573 da Mons. Camagliani per Ia Diocesi di Nocera Umbra.Il San Sebastiano è un giovane efebo dai lunghi capelli ondulati, con li volto piegato verso destra che presenta un' espressione più di sorpresa, di stupore che non di sofferenza. Il peso della testa, piegata verso destra, è bilanciato dalla gamba sinistra leggermente piegata e sollevata sulla punta del piede. II San Sebastiano, rappresentato come un adolescente non ancora del tutto sviluppato nelle

forme del corpo, mostra un perizoma rossiccio che gli avvolge la vita ed il bacino e che sembra assorbire il sangue che scende da una freccia conficcata nel fianco destro. Pur non trattandosi di un' opera di eccelsa perfezione formale, la scultura nel suo insieme è degna tuttavia di interesse, trattandosi, fra l' altro, di una delle rappresentazioni più antiche di questo soggetto nel nostro territorio.

Per informazioni o visite rivolgersi al parroco (0737/42117) o presso il municipio di Sefro (0737-45118)

A Sefro si può visitare anche

- Chiesa di Santa Maria Assunta di Sefro, Crocifisso sec. XVI.

- Chiesa di Santa Maria Assunta di Sefro, Fonte Battesimale, Sec. XVI.

- Chiesa di S. Tossano di Agolla, Fonte Battesimale, sec. XVII.

- Chiesa di S.Biagio di Sorti, Fonte Battesimale, sec XVII.

ESANATOGLIA

Chiesa di San Sebastiano Lorenzo Taccaroni (attr.) Statua di San Sebastiano sec. XVI

Nella chiesa di San Sebastiano ad Esanatoglia è custodita una statua lignea del santo atipica nei confronti della altre diffuse nella marca di Camerino. I piedi poggiano su una base esagonale con capitello. Le mani sono legate alla colonna, dietro. La figura, lucidamente plasticata, è ferma, statica, solidamente poggiata sui grossi piedi. Anche il perizoma è rozzo. Già dai ginocchi l' anatomia si nobilita e raffina, tanto che il torace ed il volto ovale hanno un che di freddo, ma di preciso. Non sono le sei frecce (neppure quella del collo che passa da parte a parte) a muovere la grande stasi. Gli occhi sono levati alla contemplazione, a muto, invisibile dialogo. Assolutamente di maniera i capelli che dalle due parti formano tante curate treccette che si chiudono a volume. Sembrano una placca attaccata da fuori in simmetria con l' aureola (A.A.Bittarelli). Probabilmente la statua si può attribuire allo scultore maestro Lorenzo Taccaroni che tenne bottega ad Esanatoglia nella seconda metàI del XVI secolo.

Per visite ed informazioni rivolgersi al parroco (0737-881360)

A Esanatoglia si pub visitare anche

- Chiesa di San Martino, Crocifisso, sec.XII (Già nel monastero di Sant' Angelo Infra hostia).

- Chiesa di Santa Maria (già l Sant'Agostino), Crocifisso, sec. XVI

- Chiesa di Santa Maria (già Sant'Agostino), L'Etemo.

- Chiesa della Pieve, Fra Giovanni di Bartolomeo (Attr.), Statua di Santa Anatolia (ora al Museo Diocesano di Camerino), sec. XIV.

MATELICA
Chiesa di Santa Teresa Statua lignea di Sant' Antonio Abate

La statua lignea di Sant' Antonio Abate, secondo S. Pedica, proviene dalla demolita chiesa dedicata al Santo, che si trovava all' inizio del corso di Matelica. Sant' Antonio è il simbolo del monaco medievale intento ad aiutare gli zoppi e gli infermi ed è riconosciuto fondatore del monachesimo. La data del manufatto, in base ad alcuni confronti con altri esemplari della zona dovrebbe cadere intorno al XVI secolo.Più che alla scultura lignea rinascimentale presente nell' alto maceratese, il Santo di Matelica per quel panicolare modo di tornire le vesti e i lineamenti del viso pare richiamarsi a certi busti reliquiari del XVI secolo, sparsi tra chiese e abbazie della zona. Il modellato del santo, infatti, è più vicino a certe soluzioni formali del

tardo cinquecento, che al languido candore dei tanti San Sebastiano scolpiti da anonimi scultori locali ispirati dai maestri camerinesi. Ne si può avvicinare il manufatto ai due esemplari più significativi, il San Giovanni Battista di Penna San Giovanni e la statua di San Nicola da Tolentino nell' omonima basilica, modelli di ideali di scultura lignea per forma ed espressività. Più che alla tradizione toscana o senese, mediata attraverso esperienze locali, il Sant'Antonio di Matelica, pare richiamarsi alla tradizione abruzzese. (A.Antonelli)

Informazioni e visite presso il monastero dei Silvestrini (0737-85450)

A Matelica si può visitare anche:

- Musco Piersanti, Crocifisso di Sant'Eutizio, (1160-70).

- Loc. Braccano, Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Madonna col Bambino, sec.XIII.

- Chiesa di S. Agostino, Crocifisso, sec. XV.

- Chiesa di S. Filippo, Crocifisso, sec. XV.

- Chiesa di S. Francesco, Presepio sec. XVII.

- Chiesa del Suffragio, San Sebastiano, sec. XVI.

Fraz. Crispiero: Chiesa di San Martino Madonna con Bambino (Auxilium Cristianorum) sec. XV

In una piccola chiesa al centro del castello di Crispiero, in comune di Castelraimondo, Ia statua in legno con Madonna e Bambino in piedi è tuttora venerata in particolare nella festa e processione annuale. La sottigliezza della figura, il conseguente slancio, le rifiniture accurate e tese ad eliminare ogni plasticismo richiamano ricordi gotici sopravvissuti in epoca rinascimentale. Sorprende la femminilità contegnosa e signorile, distaccata e sofferta, ma straordinariamente morbida e protettiva. Quella di Crispiero è una statua umanizzata, leggera e trasparente, gentile e gracile. La veste, lunga, affusolata e fiorita si muove ad onde sottili e lunghe, senza pausa. E' grazia e non forza la sinistra che sorregge un Bambino senza peso con Ia gambetta e la manina accostate alla Madre. La liscia curva della schiena vale la firma di una bottega, la stessa che aveva scolpito Ia statua di Croce di Caldarola. Tutto è amabile, soprattutto il collo ed il volto della Madonna. Quella sua mestizia, gli sguardi teneri, il malinconico trasognamento, appartengono alla umanità di sempre. Raramente una scultura marchigiana è stata cosi unitaria e pittorica, cioè sfuggente i valori plastici e spaziali.. .(A.A.Bittareili) La statua della Madonna "Auxilium Cristianorum" era in origine conservata nella cinquecentesca chiesa di Santa Maria del Piano alle porte di Crispiero, poi intomo alla seconda metà dell' 800 venne trasferita nella restaurata chiesa di San Martino, anch' essa del 500( F.Montesi). Per informazioni e visite rivolgersi al Parroco (tel. 0737- 641388)

A Castelraimondo si può visitare anche:

- Fraz. Castel S. Maria, Chiesa di Santa Maria Assunta, statua di San Sebastiano, sec. XVI.

Chiesa di San Michele Arcangelo L. Taccaroni (attr.) Statua di San Sebastiano, sec. XVI

All' intemo della Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo, risalente almeno al XII secolo, si conserva tutt'ora una bella statua di San Sebastiano. La statua, attribuita da qualche autore allo scultore Lorenzo Taccaroni di Esanatoglia del XVI secolo, è conservata all' intemo di una nicchia presso l'altare maggiore. Il Santo è rappresentato legato ad una colonna col braccio sinistro dietro Ia schiena e col destro legato in alto sopra La testa. Lunghi capelli ondulati racchiudono il volto sofferente coronato da un' aureola piatta che sfiora il braccio destro legato in alto. I lineamenti richiamano vagamente il San Sebastiano di Esanatoglia che tuttavia rappresenta un corpo più fanciullesco e paffuto rispetto a questo ragazzo più maturo, dai lineamenti più adulti, specialmente nelle gambe slanciate e ben proporzionate. Anche il perizoma mostra un panneggio più articolato e coprente. Infine le frecce, molto simili a quelle del San Sebastiano di Esanatoglia, più che un elemento di martirio finiscono per acquistare un ruolo sempre più decorativo.

Per informazioni rivolgersi presso il Municipio di Gagliole, tel. 0737/641184

A Gagliole si può visitare anche:

- Chiesa di San Giuseppe, Crocifisso, sec.XVI.

- Fraz. Torreto, Chiesa di San Lorenzo, Tabemacolo monumentale, sec. XVII.

Monastero di San Salvatore in Colpersito (ora convento dei Cappuccini) Ciborio see. XVIII

All' interno della Chiesa del Monastero di San Salvatore in Colpersito, risalente al XIV secolo e successivamente restaurata con l' avvento dei frati Cappuccini, sopra l'altare maggiore è posto il Ciborio misurante cm.125 di altezza e cm.70 di base. Si tratta di un tabernacolo in legno di noce con vari intarsi di avorio risalente probabilmente al XVIII secolo. Secondo la tradizione, esso sarebbe stato eseguito da un anonimo frate cappuccino. Alcuni studi recenti lo hanno posto fra i tabemacoli eseguiti da ebanisti dell'Ordine Cappuccino e attraverso riscontri e paralleli con altre analoghe opere, si è giunti e suggerire l'attribuzione alla mano di Fra Francesco da Lugano, il medesimo che eseguì il tabernacolo di Recanati, molto simile a questo di San Severino Marche.

 

Per informazioni e visite rivolgersi al Convento dei Padri Cappuccini, 0733/638 126.

A San Severino Marche si può visitare anche:

- Fraz. Aliforni, Chiesa di Santa Maria, D.Pulvier, Fonte Battesimale ligneo, a. 1674.

- Pinacoteca Comunale, Cristo Morto, scultura Iignea, sec. XIII (già nella chiesa di Sant'Agostino).

Santuario del Crocifisso Crocifisso, sec. XVI

A circa un chilometro da Treja, lungo Ia strada provinciale che conduce a San Lorenzo , sorge il Santuario del SS.Crocifisso. La chiesa risale a questo secolo, mentre l'annesso convento si può far risalire ai secoli XVII e XVIII. Il complesso edilizio sorge sui resti di edifici sacri di antichissima origine risalenti probabilmente alla prima chiesa cristiana di Treia. II Santuario trae il suo nome dall'antico Crocifisso in esso conservato: "Opera di autore ignoto, è una scultura di legno policromo dalle proporzioni perfette. II Cristo è eretto e non abbandonato, con il capo inclinato a destra ed i piedi sovrapposti fissati alla croce con un unico chiodo. Misura cm. 180 di altezza c cm. 170 di apertura delle braccia. II bellissimo volto del crocifisso presenta tre aspetti del martirio di Cristo; da sinistra l'immagine esprime la sofferenza dell'agonia; di fronte Cristo che si dona; da destra La serenità della morte. Ai piedi del Crocifisso è posto, come ex voto dell'intera cittadinanza, un plastico della città di Treia del 1513".

Per visite rivolgersi al Santuario. Tel. 0733/216848.

A Treia si può visitare anche

- Santuario del Crocifisso, San Sebastiano, statua lignea, sec. XVI.

- Cattedrale, San Rocco, statua Iignea, sec. XVII.

- Chiesa S Chiara, Madonna con Bambino, statua lignea, sec. XIII.

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